In crescita le liti nel pubblico impiego e i licenziamenti

In crescita le liti nel pubblico impiego e i licenziamenti

Lo si apprende dall’articolo del quotidiano Il Sole 24 Ore del 4 maggio 2026 che analizza l’aumento del contenzioso del lavoro nei tribunali italiani, con particolare crescita delle cause legate al pubblico impiego e ai licenziamenti.

Nel 2025 le nuove cause di lavoro iscritte nei tribunali italiani sono state 317.274, con un aumento del 4,2% rispetto al 2019 (periodo pre-Covid). La crescita del contenzioso è trainata soprattutto da:

  • controversie nel pubblico impiego;
  • impugnazioni di licenziamenti;
  • cause su assistenza e previdenza.

Le cause sul pubblico impiego hanno superato quota 81.500, contro circa 20 mila nel 2019 con un aumento molto forte.

Nel lavoro privato sono aumentate anche le controversie sui licenziamenti:

  • oltre 10.500 cause nel 2025;
  • +11,5% rispetto all’anno precedente;
  • +47,8% rispetto al 2019.

Le cause in materia di assistenza e previdenza sono circa 75 mila.

I procedimenti “speciali” (ad esempio per recupero crediti contributivi o invalidità) hanno superato i 100 mila casi.

Tribunali più coinvolti

  • Roma è il tribunale con più nuove cause in materia di assistenza e previdenza.
  • Milano guida il numero di nuove cause nel lavoro privato.
  • Napoli registra il maggior numero di contenziosi nel pubblico impiego.

Secondo il monitoraggio del Ministero della Giustizia, il sistema giudiziario del lavoro sta vivendo una fase di crescente pressione. L’aumento delle impugnazioni dei licenziamenti e delle controversie previdenziali suggerisce:

  • aggiore conflittualità nei rapporti di lavoro;
  • incremento delle richieste di tutela giudiziaria;
  • tempi e carichi più elevati per i tribunali del lavoro.

L’articolo sottolinea inoltre che il trend di crescita sembra continuare anche nei primi mesi del 2026.

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