Dal 10 al 12 settembre DIRETS si è riunita a Santa Severa per preparare l’autunno sindacale. Tre giorni di confronto e programmazione con un obiettivo preciso: arrivare pronta all’apertura della contrattazione del CCNL e, insieme, rafforzare servizi, tutele, formazione e capacità di rappresentanza.
A tracciare la rotta è stato il Segretario Generale Mario Sette, partendo da una convinzione: nel sindacato i numeri contano, ma sono le idee a fare la differenza quando diventano risultati.
Il sindacato parte dalle persone
Per DIRETS la crescita non si misura soltanto nel numero degli iscritti. Parte prima di tutto dalla qualità delle persone, delle competenze e delle condizioni di lavoro.
Da qui l’idea di un sindacato capace di incidere sul benessere organizzativo e di guardare anche oltre il rapporto diretto con il lavoratore, coinvolgendo il contesto familiare e sociale. L’obiettivo è contribuire a costruire un ambiente nel quale lavorare significhi anche sentirsi parte di una squadra e di un progetto.
È una scelta sindacale, ma anche una prospettiva di crescita: quando un’organizzazione risponde concretamente ai bisogni delle persone, rafforza il rapporto con chi rappresenta e crea le condizioni per nuove adesioni.
Welfare, tutele, formazione
Tre sono le direttrici indicate con particolare chiarezza.
La prima è il welfare: sviluppare, dove la presenza sindacale lo consenta, strumenti capaci di migliorare il benessere organizzativo e la qualità della vita lavorativa.
La seconda è la tutela. DIRETS punta a individuare coperture assicurative sanitarie, anche per i familiari, e professionali, in grado di offrire maggiore protezione a chi assume responsabilità.
La terza è la formazione. In un mondo del lavoro che cambia rapidamente, aggiornare le competenze di dirigenti e funzionari non è un’opzione, ma una necessità.
A queste si aggiunge la comunicazione: ascoltare meglio, informare meglio, rendere più riconoscibile l’azione di DIRETS. Il nuovo sito e il potenziamento del bisettimanale divulgativo vanno esattamente in questa direzione.
La sfida della contrattazione
Il confronto ha toccato anche la contrattazione nazionale e territoriale.Secondo Sette, negli ultimi anni la contrattazione nazionale ha saputo rispondere con rapidità ai cambiamenti e alle nuove esigenze dei lavoratori, raggiungendo risultati importanti.
Sul territorio il quadro resta più articolato. Il miglioramento delle relazioni tra parte datoriale e sindacale ha permesso di chiudere numerosi contratti, ma non sempre le Amministrazioni hanno sfruttato fino in fondo gli strumenti disponibili.
La sfida, quindi, è passare dalla disponibilità degli istituti contrattuali al loro effettivo utilizzo: non solo sul piano economico, ma anche su quello giuridico e delle relazioni sindacali. Un obiettivo per il quale potranno essere utili anche nuove forme di collaborazione con le altre organizzazioni.
Dalle idee alle azioni
Santa Severa è servita a mettere in ordine priorità e strumenti.
Contrattazione, welfare, tutela, formazione, comunicazione e rappresentanza sono i diversi tasselli di una stessa strategia: costruire un’organizzazione più vicina alle persone e più forte nella capacità di rappresentarle.
Nei prossimi articoli entreremo nel merito del programma dell’assemblea nazionale dei dirigenti sindacali, degli ospiti e delle nuove opportunità presentate agli iscritti.
Perché il punto, alla fine, è semplice: le idee valgono quando diventano azione.

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